Piero,
ora siete in tre sul Caréga a cercare
il sesémbro più profumato di tutti,
quello con le foglioline più piccole.
Dirai:
"Ehi, voglio sentirlo anch'io
questo delicatissimo profumo,
perchè i profumi buoni,
come gli uomini saggi,
e come le parole oneste
fanno bene sempre;
anche quando sembra che nulla più possa
sfiorare nè il corpo nè lo spirito."
E intanto, Piero, quella
nuvoletta chiarissima, scintillante e argentea
porta tutti noi a farci attorno
a quel scòio piassè rabià e
sentire, con du oci mòi,
'na stilità 'n t'el cor.
La pésa la tera sora un omo,
Piero, ma tu, quella terra,
sei capace di tenerla sollevata,
di farla diventare armonia silenziosa,
giardino fiorito,
prato verde,
bosco ombroso.
Così, chi ci crede continuerà a sentire
le tue parole essenziali,
coglierà da esse germogli di saggezza,
si riposerà dalle fatiche
e sentirà scorrere l'essenza della vita.
E quando guarderemo le tue foto,
leggeremo di storia, di geografia e di tradizioni,
declameremo le tue poesie,
prenderemo in mano Sengio Rosso
e sfoglieremo inesausti i tuoi libri, allora
chiuderemo gli occhi e ti vedremo,
alto e ossuto, attraversare piazze,
frequentare redazioni, calcare palchi,
lavorare in silenzio...
Continueremo a sentirci protetti
e Dio voglia che ci capiti,
come a te è capitato sempre, di cogliere
anche piccoli frammenti di infinito,
di intrattenerci, magari per qualche istante,
con le virtù della pazienza e della perseveranza,
di frequentare la generosità e l'onestà...
"Basta adesso, che la sia finia... Lo sentite,
lo sentite il profumo dolcissimo del sesémbro?"
Si, Piero, ci pare proprio di sentirlo,
leggero leggero...
Grazie Piero. E così sia.